Quali sono i vini da invecchiare e quando sono un buon investimento

Si dice spesso che i vini sono come le persone, ognuno è unico con il suo carattere e la sua storia E proprio come le persone, non tutti affrontano il tempo allo stesso modo: alcuni perdono vigore, altri invece rivelano una profondità e una complessità che da giovani non lasciavano nemmeno intuire. Parliamo dei cosiddetti vini da invecchiamento, bottiglie pensate per evolvere negli anni e raggiungere il loro massimo splendore dopo un lungo riposo in cantina. Capire quali sono i vini da invecchiare significa conoscere le caratteristiche come i tannini, l’acidità, la struttura, il terroir. Soltanto così è possibile comprendere davvero come l’invecchiamento del vino in bottiglia trasforma un vino giovane in qualcosa di più profondo, complesso, ricercato. Vediamo in modo semplice come riconoscere un autentico vino da invecchiamento, quando acquistarlo e come conservarlo, quando insomma possiamo fare un buon investimento.

 

Cosa rende un vino adatto all’invecchiamento

 

Struttura: tannini, acidità, alcol

Un vino da far invecchiare deve avere un’ossatura solida: i tannini che all’inizio possono sembrare ruvidi o austeri, col tempo si addolciscono e si integrano, rendendo il vino più equilibrato. Molto importante anche l’acidità, perché mantiene freschezza e piacevolezza nel gusto, ovvero quei profumi e sapori primari che con gli anni tendono a svanire appiattendo il vino. Infine l’alcol aiuta, ma con misura, perché è inutile avere percentuali alcoliche molto alte se il resto non è equilibrato, un eccesso di alcol infatti può soltanto accelerare certi deterioramenti se non accompagnato da tannini e acidità adeguati.

 

Qualità del vitigno, terroir e annata

Non tutti i vitigni sono uguali, alcuni vitigni sono nobili proprio perché di qualità superiore, o quantomeno adatti all’invecchiamento. Parliamo per esempio di Nebbiolo, Cabernet Sauvignon, Syrah, Aglianico, Sangiovese (in certe regioni, Toscana su tutte), ovvero le varietà che combinano pelle spessa, buona maturazione, gradi zuccherini adeguati e buone escursioni termiche tra giorno e notte. Ovviamente oltre all’uva anche il terroir — suolo, altitudine, esposizione, microclima — svolge un ruolo decisivo, così come la qualità dell’annata e dunque pioggia, sole, gelo, escursioni termiche… Un’annata sfavorevole può portare a un vino che non evolve bene, anche se il produttore è bravo.

 

Lavorazione, affinamento, bottiglia

La vinificazione è fatta di tante scelte in cantina che avvengono in momenti diversi e influiscono attivamente sul futuro del vino: quanto far macerare le uve, che tipo di legno usare per l’affinamento — barrique, tonneaux o botti grandi — e infine il tipo di bottiglia e di tappo. Un passaggio in legno nuovo, ad esempio, può regalare tannini più decisi e profumi di vaniglia e spezie; l’affinamento in botti grandi e usate fa evolvere il vino lentamente, mantenendo la freschezza del frutto e sviluppando profumi più delicati di sottobosco o fiori secchi; l’acciaio non aggiunge aromi né tannini, ma custodisce il vino nella sua forma più pura, come il nostro Rosso “D” Querciamatta che mantiene intatta la freschezza del frutto, la fragranza e la vivacità dei profumi primari; anfore o cemento lasciano respirare il vino, favorendo un’evoluzione particolare e profumi terrosi, senza gli aromi dolci del legno. Va da sé che, come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, affinché questi aromi si integrino bene nel tempo il vino deve avere struttura e carattere sufficienti. Anche il tappo gioca un ruolo fondamentale: un buon sughero lascia passare la giusta quantità di ossigeno, aiutando il vino a maturare senza rovinarlo. Infine la qualità del vetro, la capsula e perfino la forma della bottiglia hanno la loro importanza, seppur più marginale.

 

Quando un vino da invecchiare diventa un buon investimento

 

Il valore del vino evolve nel tempo

Non tutti i vini da invecchiamento aumentano di valore nel corso del tempo, occorre sempre considerare alcuni fattori come ovviamente la domanda di mercato, la notorietà del produttore, non da ultimo una qualità percepita che giustifichi la ricercatezza della bottiglia. Il consumatore collezionista infatti cerca per lo più vini rossi da invecchiamento con storia, premi e buone valutazioni, oppure provenienti da aree geografiche che crescono in reputazione. Un buon investimento oggi, per esempio, è un vino con un costo a bottiglia moderato, che ha un buon potenziale tecnico (in termini di tannini, acidità, struttura) e che nel corso degli anni può essere apprezzato da chi lo compra non solo per il gusto ma per la rarità, per l’annata, per il crescente prestigio della cantina, per la capacità insomma di invecchiare bene.

 

Costi, rischi e tempi dell’invecchiamento dei vini

Ecco un aspetto che gli addetti ai lavori difficilmente prendono in considerazione: far invecchiare le bottiglie di vino comporta dei costi, perché bisogna preservarle in condizioni ottimali di temperatura, umidità, assenza di luce e anche vibrazioni, senza contare il rischio che bottiglie singole siano difettose, che botti o tappi non tengano bene. Dobbiamo considerare anche il tempo stesso un investimento nel nostro conto economico: spesso servono 5, 10, 20 anni per ottenere il pieno potenziale. Un vino infatti può migliorare fino a un certo punto, poi inizia a declinare: conoscere il momento migliore per aprire una bottiglia invecchiata è quasi altrettanto importante che scegliere il vino da invecchiare.

 

Come individuare oggi un vino da investimento: strategie per acquistare bene

  • Guardare le recensioni, le indicazioni delle guide di settore (come Wine Spectator, Robert Parker Wine Advocate, i Tre Bicchieri del Gambero Rosso e molte altre), ai punteggi assegnati dai critici e ai piazzamenti nei concorsi, con i relativi riferimenti all’affinamento e alla longevità.
  • Conoscere il produttore e i metodi di produzione, perché realtà con buone pratiche in vigneto e cantina tendono a fare vini migliori per l’invecchiamento. Essenziali la trasparenza su processi e su uvaggio, proprio vuole la nostra filosofia.
  • Verificare la denominazione e la classificazione, per esempio molte denominazioni e indicazioni come DOC, DOCG e IGT indicano vini già predisposti per l’invecchiamento in bottiglia.
  • Prezzo per litro o per bottiglia oggi, in confronto al prezzo potenziale a distanza di anni: se il vino costa troppo già ora, il margine di aumento può essere piccolo; se costa troppo poco, magari non è un vino con caratteristiche da invecchiamento.

 

Scegliere i vini giusti da invecchiare non è fortuna, ma è ricerca, conoscenza, pazienza — con qualche rischio calcolato come ogni buon investimento. Un vino rosso invecchiato è molto di più di una bottiglia antica o di un prodotto di qualità, è un racconto di territorio, di tecnica che evolve nel tempo, è un investimento che può dare grandi soddisfazioni sensoriali e (spesso) anche economiche. Provare per credere!

 

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