La tenuta e la filosofia di Querciamatta

Pane, Vino e Zucchero: alla (ri)scoperta della tradizione Toscana

Qui in Toscana la tradizione è tessuta nella trama stessa della vita quotidiana, celebriamo ogni giorno la ricchezza del passato e del presente. Gli esempi più emblematici si trovano sempre in cucina, uno di questi, insieme alla bruschetta con “l’olio novo” è la merenda classica per eccellenza: pane, vino e zucchero. Un trittico culinario racchiude secoli di storia e rappresenta un connubio perfetto tra semplicità e gusto.

Un viaggio nel tempo con pane, vino e zucchero

La pratica di consumare il pane inzuppato nel vino e arricchito con lo zucchero risale al Rinascimento, quando la Toscana era al centro di un fervente sviluppo artistico e culturale. A quei tempi la merenda serviva per sopperire alle lunghe attese tra i pasti principali, fornendo così un momento di ristoro durante le intense giornate di duro lavoro nei campi e nelle botteghe artigiane. Il pane, elemento fondamentale dell’alimentazione toscana, incarnava la sostanza e la forza. Il vino, spesso ottenuto da uve locali, e vino novello, rappresentava la convivialità e la tradizione enologica radicata nella regione. Infine lo zucchero, un vero lusso, introdotto nelle cucine toscane grazie ai commerci con l’Oriente, conferiva dolcezza a una merenda altrimenti sobria.

In cucina l’arte è semplicità, anche a merenda

In passato, la preparazione di questa merenda seguiva rituali consolidati. Il pane, di solito un rustico pane toscano già raffermo, era tagliato a fette sottili. Il vino, spesso rosso e robusto, “faceva buon sangue”, proveniva dalle cantine locali e veniva versato in bicchieri di vetro o terracotta. Lo zucchero, delicatamente conservato in vasetti di ceramica, era spesso di canna, donava un tocco di esotismo a questa semplice ma deliziosa combinazione. I lavoratori, seduti sotto gli olivi o lungo i muretti di pietra delle colline, condividevano storie e risate mentre gustavano il connubio perfetto tra pane, vino e zucchero. I bambini, sfiancati dai giochi del pomeriggio, aspettavo il carburante per ripartire, con le mamme più accorte che facevano evaporare l’alcol o allungavano il vino con l’acqua. Questa merenda, spesso vissuta come un momento di relax e socializzazione, divenne un’abitudine consolidata nel tessuto sociale della Toscana.

Il pane, il vino e lo zucchero in una rivisitazione moderna della tradizione

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Sebbene la tradizione abbia mantenuto la sua autenticità nel corso dei secoli, le abitudini alimentari sono state adattate ai tempi moderni: oggi, la merenda “pane, vino e zucchero” è ancora viva e apprezzata, ma con alcune varianti. Il pane toscano, rigorosamente senza sale e sempre protagonista, può essere accompagnato dauna vasta gamma di salumi, formaggi e marmellate locali, aggiungendo ulteriore ricchezza e varietà alla merenda. Il vino proviene sempre da vitigni autoctoni e continua a svolgere un ruolo centrale, ma è più delicato ed equilibrato di un tempo, sempre Sangiovese come il nostro Rosso Querciamatta D. Anche il lato dolce della merenda ha cambiato faccia, lo zucchero è stato piano piano sostituito da alternative più naturali come il miele toscano, che aggiunge una dolcezza genuina alla merenda

Come si prepara pane vino e zucchero?

Definirla ricetta forse è troppo, ma la preparazione di questa merenda è meno banale di quanto si possa pensare. Anzitutto abbiamo bisogno del pane toscano, un po’ secco e raffermo se vogliamo davvero rendere omaggio alla tradizione, poi del vino rosso Sangiovese, infine dello zucchero semolato non raffinato. Se con la classica bruschetta scaldiamo il pane e ci versiamo sopra l’olio – sempre e comunque olio toscano biologico, quando prepariamo pane vino e zucchero invece è meglio versare un po’ di vino in un piatto, intingere una fetta di pane tagliata non troppo spessa, lasciare che la mollica si inzuppi e si ammorbidisca, infine rigirare la fetta di pane e cospargere di zucchero. Ecco l’arte della semplicità!

 

Il valore della tradizione tra passato e territorio

La merenda “pane, vino e zucchero” rappresenta un patrimonio culinario toscano che ha resistito alle sfide del mondo e ai cambiamenti del tempo. Questo connubio semplice, ma sapientemente equilibrato, continua a incarnare i valori di convivialità e rispetto per la terra e per le sue risorse. Gli stessi valori che portiamo avanti nei nostri 13 ettari di libertà. Mantenere viva questa tradizione guarda al passato e al futuro, perché preserva il legame con le radici culturali della Toscana, e al tempo stesso contribuisce a promuovere la sostenibilità e la valorizzazione dei prodotti locali. La merenda diventa così un momento di connessione con la nostra storia, un’occasione per apprezzare la bellezza intramontabile di una tradizione che ha resistito al passare dei secoli.

pane olio e vino_pasqua

Il pane, il vino e lo zucchero continuano a incarnare lo spirito della Toscana, sono un tributo alla semplicità e un omaggio alla cultura che ha plasmato la regione: conservare e apprezzare la merenda “pane, vino e zucchero” significa nutrire il corpo e l’anima, mantenendo viva una tradizione che continua a deliziare e a connettere le generazioni. Come la bruschetta con l’olio novo, come la colomba di Pasqua, preparata quest’anno proprio con gli ingredienti della tradizione toscana. Prova la nostra Colomba di Pane casereccio del Forno Antico di Larciano, abbinala all’olio EVO che ti piace di più e bevici sopra un bel bicchiere di Rosso Querciamatta, oppure un Rosé. Alla salute delle nonne e delle mamme che ci preparavano la merenda!

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